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日志


11月28日

Frontiere chiuse agli immigrati... una scelta tutta padana

Il ministro dell'interno Roberto Maroni ha dichiarato in parlamento di condividere l'idea lanciata dalla lega nord ,di chiudere per 2 anni le frontiere italiane agli immigrati.

Se il decreto sulla sicurezza al vaglio del senato venisse approvato con l'emendamento proposto dalla lega,l'Italia sarebbe il primo a paese a prendere una misura cosi estremamente razzista!!!

Maroni si giustifica dando la colpa alla crisi economica e con il fatto che bisogna pensare a ricollocare i lavoratori non italiani con permesso di soggiorno, che, a causa della crisi hanno perso il posto di lavoro ....

Ma porca pupazza, dico io ..se è cosi che si fronteggia la crisi hanno poco da sperare i disperati elettori leghisti dai loro eroi padani .

Risulta cosi difficile capire che finchè ci saranno guerre e povertà nel mondo ci saranno sempre persone cercheranno  un posto migliore dove poter stare .. invece di fare le solite loro cagate razziste,farebbero meglio a pensare prima di sparare cagate a raffica ….

Però Maroni non si ferma qui,e afferma che una decisione del genere era già stata presa nel 2004 quando la commissione europea decise di allargarsi da 15 a 25 paesi membri . Come al solito lui in vero stile leghista e fascista da una realtà dei fatti tutta sua,perché ,la realtà è un'altra; la sospensione,che soli pochi paesi hanno applicato,riguardava il libero movimento nello spazio europeo dei nuovi cittadini comunitari,che,per spostarsi da un paese all'altro dovevano richiedere un permesso di lavoro come prima.(che cmq io non condivido ma è solo una mia opinione)

L'Italia invece chiuderebbe le frontiere per 2 anni!!!!! Un grande salto di qualità non c’è che dire … in stile padano ….  

Come frenare i flussi migratori??? Diciamo basta alle migliaia di conflitti che da anni pervadono l’africa ,diciamo basta con lo sfruttamento consapevole di questi paesi da parte di multinazionali occidentali che rovinano tutto l’ecosistema di questi territori bellissimi …. e ricchissimi di materie prime dei quali profitti ne traggono vantaggio solo pochissime persone ..

Di certo un ragazzo senegalese(per fare un esempio) se ne guarderebbe bene di attraversare il mare e rischiare la pelle e di finire nelle mani di trafficanti senza scrupoli se sapesse che forse anche nel suo paese potrebbe avere un futuro……

 

Se poi tra di loro ci sono anche dei criminali (il che nessuno lo esclude) è ovvio che siano attirati a venire da noi ,poiché il nostro ormai è il paese del bengodi..dove tutti possono fare tutto e nessuno è punito….

 

 

 

9月21日

L'ennesima figura di merda italiana...

Sentite qui cosa Borghezio(maiale leghista) ha il coraggio di dire!!!”La decisione delle autorita' tedesche di sospendere la manifestazione 'Stop islam' indetta dal comitato pro-Koeln conferma pienamente la nostra tesi: siamo di fronte ad una strategia di criminalizzare nei confronti di chiunque osi parlare o, peggio, dimostrare contro il totalitarismo islamico". Lo afferma Mario Borghezio, eurodeputato della Lega. "Aveva ragione al 100% la grande Oriana Fallaci. E' questa un'Europa vile e tremebonda, che si e' gia' arresa all'islam radicale. Noi invece, partigiani della nuova Resistenza al totalitarismo del XXI secolo -conclude- continueremo a lottare, incuranti delle minacce, contro questo progetto di islamizzazione dell'Europa".

Caro Borghezio forse ti dimentichi o, peggio, fai finta di non sapere che coloro con cui volevi manifestare sono estremisti di destra in Germania ,ovvero gente che attraverso propagande anti-islam incita nello stesso tempo all’odio razziale … !!!  C'erano la pro-koeln e la vlaams belang belga, e tantissime sigle del microcosmo del neonazismo europeo. Un raduno con una partecipazione talmente imbarazzante che alcuni pezzi grossi dell'ultradestra europea, come la Fpoe austriaca e gli ultranazionalisti di Le Pen, hanno deciso di disertarlo.

Le condanne del mondo politico tedesco nei confronti della manifestazione sono state trasversali (il cancelliere Angela Merkel ha sempre difeso la causa dell’integrazione, rispecchiando la posizione condivisa di tutta la Grosse Koalition) e lo stesso coro unanime è giunto dall’Europa.

Una sola eccezione: l'Italia è l'unico paese presente alla conferenza con un esponente di un partito di governo, il leghista Mario Borghezio. Una scelta che si commenta da sola, e che acquista una connotazione ancor più negativa a causa del precedente rappresentato dalle dichiarazioni di Alemanno e di La Russa sul fascismo. Nel complesso il governo italiano rimedia una pessima figura. Borghezio è un esponente della maggioranza, dunque la sua presenza a Colonia non può essere considerata semplicemente l’espressione di una posizione personale. Chi non l’ha dissuaso è corresponsabile.

È molto probabile che nella maggior parte delle questioni umane, e soprattutto politiche, non ci sia, in assoluto, una parte giusta e una sbagliata. Chi sceglie da che parte stare lo fa per carattere, per indole, per inclinazione personale. Ma il limite è il rispetto per i fondamentali diritti dell’altro, di esistere, in primo luogo, e di esercitare lo stesso diritto di esprimere la propria opinione e di professare liberamente il proprio credo. Valori, questi, sui quali si fonda la convivenza civile.

A volte c’è una parte giusta e una sbagliata. Ed entrambe hanno un volto altrettanto chiaro. Un messaggio che viene da un popolo, come quello tedesco, che deve convivere con un passato difficile quanto il nostro. Un messaggio chiaro arriva da Colonia per la destra italiana: il razzismo è un male assoluto, e una destra che voglia essere democratica non può permettersi pericolose nostalgie.

noracism

9月20日

Licenziato perchè vittima di insulti razzisti

Si chiama Daniel ed è nigeriano, ha una moglie e un bimbo di due anni. Vive regolarmente in Italia dal 2003 con la sua famiglia, paga un affitto e lavorava come operaio macchinista. Nel 2006 inizia a lavorare alla Vismara S. p. A di Casatenovo, Lecco. Si divide tra il reparto e il forno. Sgobba da mattina a sera. Mai un problema, mai un richiamo, racconta. E ottimo rendimento, visto che ogni sei mesi gli rinnovano il contratto. Ma nello stabilimento c'è un ostacolo ignobile con cui il giovane cittadino africano deve fare i conti: il razzismo.

Inizialmente a dargli dello "sporco negro" è solo un collega. Per lui insultare Daniel è la regola. Altri operai iniziano presto a chiamarlo nello stesso modo. Uno stillicidio di offese al quale l'immigrato, nonostante le ripetute richieste di spiegazioni, non riesce a sottrarsi. Un giorno arrivano addirittura a dirgli testuali parole: "La vuoi capire o no che voi extracomunitari di m. in Italia non potete stare?".

Solo perché aveva chiesto a un collega di aiutare un altro lavoratore in difficoltà: un peruviano che non riusciva a trasportare dei colli di mortadella. "Chi credi di essere? Mica penserai di comandare noi italiani?" Daniel ha paura di denunciare chi lo tormenta: non vuole rischiare di perdere il posto di lavoro. Un giorno si rivolge al capo reparto, che però sottovaluta la situazione: "Dai, non farci caso... sai come sono fatti i ragazzi... Tu pensa a fare il tuo lavoro e basta". Ma alla fine di giugno decide che il vaso è colmo.

Accade quando entra nello spogliatoio e trova il suo armadietto distrutto. Un atto vandalico, l'ultimo sfregio. Lui che non ha mai ricevuto provvedimenti disciplinari, lui che guadagna 1100 euro e che - dopo 12 contratti - viene ancora pagato dall'agenzia interinale "Iwork" di Arcore. Il 28 giugno Daniel presenta una querela alla Procura di Lecco: racconta nei particolari le odiose offese che a dovuto subire per due anni, per paura di perdere il lavoro Spera che dopo quell'esposto qualcosa possa finalmente cambiare.

Che la sua dignità non sia più calpestata. E invece al danno si aggiunge la beffa. Qualche giorno fa la Vismara gli da il "benservito": "A fine mese non presentarti più in azienda", gli comunica il capo reparto. L'operaio crede sia uno scherzo di cattivo gusto: e invece è tutto vero. "Ho subito per due anni in silenzio, senza ribellarmi - racconta - proprio perché non volevo rischiare di perdere il posto. Ma non ce l'ho più fatta a sopportare di essere offeso in quel modo. E così adesso sono senza lavoro. Non ce l'ho con l'Italia e con gli italiani.

L'Italia mi ha dato il lavoro, la possibilità di sfamare me stesso e la mia famiglia. Ce l'ho con l'ignoranza di chi ti insulta perché hai un colore della pelle diverso dal loro. Ho una moglie e un figlio piccolo da mantenere. Il mio stipendio me lo sono sempre guadagnato onestamente, mi ferisce che me lo abbiano tolto solo perché ho detto basta al razzismo. Oltretutto ci sono altri lavoratori extracomunitari nello stabilimento. Quando sono andato in Tribunale ho pensato anche a loro, anche se ognuno reagisce a modo suo e alla fine ognuno si fa gli affari suoi".

Il legale di Daniel, Francesco Mongiu, ha riassunto la storia di questo strano licenziamento e la sottoporrà al giudice del lavoro - racconta l'avvocato - il cognato del mio assistito, un cittadino della Sierra Leone, laureato anche lui in regola, dopo un periodo di prova nello stesso salumificio, è stato ritenuto inidoneo al compito di insaccatore di mortadelle".

Tale sconcertante vicenda dimostra in modo lampante, il fatto che il razzismo e il pregiudizio nei confronti dei cittadini extracomunitari non è esclusivamente legato alla paura legittima dei cittadini italiani della criminalità connessa all'immigrazione degli stranieri clandestini, come spesso e volentieri la Lega Nord  e buona parte della dirigenza della Pdl vuole far credere all’ opinione pubblica, ma è anche fine a se stesso. E questo è preoccupante.