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8月17日 Perchè gli italiani hanno paura degli immigrati?Spesso ci può essere un abisso tra paura percepita e pericolo reale. Mi viene in mente un esempio di parecchi anni fa: un calciatore (non ricordo né il nome né la sua squadra) quando doveva andare a giocare in trasferta con la sua squadra, non prendeva mai l’aereo, per paura, preferendo ogni volta viaggiare in macchina. Neanche a farlo a posta, morì in un incidente stradale proprio mentre stava andando a giocare in trasferta. Se poi ci si mettono pure giornali e televisione e certi esponenti politici ad alimentare le paure, allora apriti cielo!! Così accade che non si sente mai –almeno, io non l’ho mai sentito- qualcuno che dica di aver paura di andare al lavoro, mentre invece quotidianamente numerose persone hanno paura di girare per strada e subire qualche aggressione da parte di qualche delinquente, soprattutto extracomunitario. Eppure, statisticamente, ciò è assurdo: infatti, OGNUNO DI NOI CORRE DI GRAN LUNGA MOLTO PIU’ IL RISCHIO DI MORIRE –o subire un grave infortunio- SUL PROPRIO POSTO DI LAVORO, CHE NON A CAUSA DI UN’AGGRESSIONE DI DELINQUENTI. E a maggior ragione se perpetrata da parte di stranieri. Spesso muoiono operai stranieri (romeni, in modo particolare), di solito che lavorano in cantieri edili. Nessun titolone in prima pagina, in questi casi! Scherzi dell’informazione: pensate ai danni economici che possono causare certe campagne (dis)informative su prodotti contaminati, o presunti tali (mucca pazza, aviaria, mozzarelle di bufala alla diossina, ecc.). E pensate pure agli effetti politici che possono scaturire da una campagna mass-mediatica incentrata – tanto per cambiare- sul problema della sicurezza. Le recenti elezioni lo dimostrano fin troppo bene.
Eppure, non basta l’influenza sull’opinione pubblica delle distorsioni dell’informazione operate da parte dei nostri mass-media per spiegare tutta questa paura che gli italiani hanno nei confronti degli stranieri. Paura crescente, come dimostra un’indagine recente. Certo, l’immigrato proveniente da paesi relativamente lontani da noi, fa paura, perché è portatore di una cultura e di una mentalità differente dalla nostra. Perché crede in una religione diversa da quella nostra. Perché spesso parla una lingua a noi incomprensibile. Perché ha abitudini/usanze molto diverse dalle nostre. Ma anche ciò non basta.
Negli ultimi decenni, in Italia, e in modo particolare nel Centro-Nord, si sta insinuando nella gente -in modo forse quasi impercettibile, ma progressivo- una mentalità tendenzialmente conservatrice e sempre più favorevole a misure repressive nei confronti di tutti quelli che vengono percepiti come devianti. Questa dinamica è trasversale e non risparmia molte persone anche convinte di sinistra. Tale ostilità e volontà repressiva è spesso rivolta contro gli extracomunitari. Condannare tale mentalità, considerandola semplicisticamente come “razzismo” è fuorviante e su questo molta Sinistra deve rivedere questa impostazione, che rischia di essere puramente moralista. Su questo punto, anzi, non nascondo di dover fare anche una discreta autocritica!!!
L’immigrato, in realtà, rappresenta, per gli italiani -e soprattutto per quelli dei ceti popolari- due cose: da una parte, il nostro stesso passato, fatto di povertà ed emigrazione, e da cui vorremmo sbarazzarcene persino nel ricordo. Dall’altra parte -e soprattutto- l’extracomunitario rappresenta un mondo, fatto di centinaia di milioni di persone sparse in Africa, in Asia, in America Latina che è più povero di noi. Il relativo benessere e le conquiste che i lavoratori italiani erano riusciti a raggiungere nei decenni scorsi, grazie alle lotte, ai sindacati e ai partiti di sinistra, si scontrano ora con questa massa umana, che tale benessere non ce l’ha e che ricattato si trova ad dover accettare qualsiasi lavoro a qualsiasi prezzo. Opinione diffusa negli ultimi periodi è che “lo straniero” sia la causa degli aumenti dei prezzi degli affitti e dei prezzi delle case ,poiché loro vanno ad abitare in 5/6 persone per appartamento e sentono meno la spesa dell’affitto o del mutuo e che accettando qualsiasi contratto di lavoro inflazionino il mercato del lavoro. La colpa non è loro, sia chiaro: sono stati proprio gli imprenditori a volerli perché sapevano benissimo di poterli ricattare come e quando volevamo.
Poco importa se poi quelli che veramente insidiano il nostro benessere sono ben altri: la precarizzazione del lavoro (voluta dalla Confindustria che mira sempre più ad abbassare il costo del lavoro in barba a ch dice da anni che bisogna investire in innovazione e sicurezza), l’inflazione,chi ci ha detto che togliendo la scala mobile saremmo stati meglio, l’elite finanziaria e le sue speculazioni (vedi il petrolio e banche) Ma siccome siamo codardi non possiamo prendercela col più forte. Semmai, col più debole… |
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