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9月28日 Droga allarme sociale Si drogano per abbattere la fatica. E aumentare la produttività. Tirano cocaina e ingrossano lo stipendio. Si sentono indistruttibili. Sgobbano anche quindici ore di fila in cantiere. Dall´alba fino a sera. Da lunedì a venerdì. Poi, il fine settimana, si devastano nei locali. Ancora polvere bianca, e alcool. Stavolta per sballare. E così l´orologio gira alla rovescia: in giro la notte, a letto, sfatti, di giorno. È il doping dei nuovi muratori. Una generazione avvelenata cresciuta nel Nord onnivoro e opulento, dove il cemento non dà solo da vivere. «Questi nuovi drogati sono il frutto avvelenato della deregulation dell´edilizia - dice Ettore Brunelli, medico del lavoro, assessore verde alla Mobilità di Brescia . <<La nostra è un´economia dopata che genera doping. Basta farsi un giro nei paesotti della bassa bresciana. Guardare i macchinoni. E sopra questi ragazzi muscolosi con gli occhi schizzati di fuori. Le stesse facce le vedi all´alba sui furgoncini. Sembrano indemoniati, sembra che vadano in guerra. E invece vanno a costruire case>>. Cose che succedono nel quadrilatero del mattone e della coca. Bergamo, Brescia, Verona, Milano. Duecentomila muratori tra regolari e "in nero". Centoventimila imprese censite. Più le altre, quelle fantasma che servono a riciclare il denaro della malavita siciliana e calabrese. A spremere come limoni gli schiavi apprendisti venuti dal Sud e dall´Est del mondo. Sono sempre sopra le righe questi operai dopati. È come se le loro braccia andassero a batteria. Invece vanno a coca. Movimenti in automatico, accelerati. Energia a getto continuo. Incomprensibile agli occhi dei padri delle costruzioni, i loro nonni, gente tosta venuta su a capriolo, polenta e cemento. Al massimo alzava un po´ il gomito la vecchia guardia del calcestruzzo, ché «un bicchiere di vino non ha mai ucciso nessuno». Calavano dai crinali della Valle Camonica. Prima di loro vedevi arrivare le mani; dei nipoti, invece, noti soprattutto l´innaturale sopportazione della fatica. La tempra artificiale. Il settore è completamente destrutturato. Si lavora con ritmi pazzeschi. C´è un cottimismo sfrenato e così, per essere sempre pronti e in forza, i nuovi muratori usano gli stupefacenti. Una volta la piaga del settore era l´alcolismo. Ma quello fiaccava il corpo. La coca invece ti fa sentire potente. In grado di sopportare orari di lavoro massacranti. E anche di produrre danni irreversibili. Ma non bisogna stupirsi. Sono la naturale conseguenza di un territorio malato com´è quello del Nord. Le imprese coi loro profitti gonfiano le banche, e dietro ci sono fenomeni inquietanti come questo. Sono convinto che non tutti i muratori siano cosi ma la realtà che si presenta è questa e forse è anche una delle cause della deriva del nostro paese. Questa testimonianza mi è stata data da un compagno e amico che viene dal Bergamasco e lavora nell’edilizia. Io da operaio posso dire che la situazione nelle fabbriche non si discosta di molto da quella dei cantieri,siamo di fronte ad un allarme sociale quello della droga che si è radicato nelle persone e soprattutto tra giovani e adolescenti che considerano il farsi di coca o di altre porcherie quasi una normalità e rischi di essere ghettizzato se anche tu non lo fai!!!!! Io so di parecchi colleghi che fanno uso di droghe per essere più produttivi sul lavoro perché gli fa dimenticare la merda in cui vivono…per essere sempre al top,ect.. che tristezza !! non vivono, se non molto parzialmente, il lavoro come emancipazione, come veicolo per costruirsi un futuro, ma come pura fonte di introito per continuare a sniffare coca. Se poi andiamo fuori dalle fabbriche ci accorgiamo di come sia facile ormai trovare droga ovunque,e di come ormai questo fenomeno tra i giovani e non solo sia quasi visto come una cosa normale e cmq tra tutti il pensiero comune sia <<io uso droghe ma non sono un tossico>> . Sono tutti molto informati su come eludere i controlli anti-droga ,ma nessuno esattamente sa quali siano gli effetti devastanti e talvolta permanenti che possono causare,convinti poi di poter smettere quando vogliono……inconsapevoli del fatto che si stanno imprigionando in una gabbia dalla quale non riusciranno mai ad uscire da soli….. È impensabile pretendere di costruire un’Italia migliore se le fondamenta non sono solide,inevitabilmente tutto ci cadrebbe addosso!!!! Io non posso far finta di nulla e ipocritamente non vedere quello che mi gira attorno e fregarmene, perché sarebbe controproducente per me stesso e per quelli che, come me sognano e soprattutto vogliono un società diversa da quella attuale . Combattere la droga e chi attraverso il suo commercio distrugge milioni di vite sarà uno dei miei obbiettivi principali!!!!
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