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9月6日 L’ATTUALITÀ DELLA LEGGE 194Un amica del blog ha portato involontariamente alla mia attenzione una tematica molto importante che è quella dell'interruzione di gravidanza che dovrebbe essere tutelata da una legge (legge 194) ma che poi effettivamente non è cosi e molte donne e sopratutto molte ragazzine incontrano seri problemi quando per qualche sfortunato caso scoprono di essere incinta e non ritengono opportuno ne per loro ne per il bambino proseguire la gravidanza. Personalmente penso che sia una vergogna e che debbano essere le donne stesse a decidere cosa fare senza che qualcuno le posse condizionare, o peggio far sentire in colpa .... Se la legge 194 è riuscita in gran parte a eliminare la piaga degli aborti clandestini, le finalità sociali e di prevenzione della legge non sono state perseguite seriamente: anche per colpa di chi doveva farla applicare, che non di rado era contrario (magari solo di facciata) alla legge stessa. Il polverone sollevato dalla Chiesa Cattolica sulla pillola del giorno dopo ha dimostrato, una volta di più, come il Vaticano sia assolutamente indisponibile a dare un apporto per il miglioramento della situazione. A ciò contribuiscono anche i medici «obiettori»: esistono intere zone della penisola dove abortire è una vera e propria impresa. In Italia il 57,8% dei ginecologi, il 45,7% degli anestesisti e il 38,1% del personale non medico pratica l’obiezione di coscienza (dati 2005). L’obiezione assicura inoltre dei vantaggi anche dal punto di vista della carriera: l’aborto è un’operazione relativamente semplice, e rifiutandosi di praticarlo si resta “casualmente” disponibili per interventi più impegnativi. Ragion per cui è tempo, di impedire l’assunzione negli ospedali pubblici di ginecologi che hanno riserve a praticare interruzioni di gravidanza. Gli ultimi dati dicono che in Italia si praticano annualmente 9,9 aborti ogni mille donne tra i 15 e i 49 anni: un dato molto basso, inferiore ad esempio a paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti e l’Australia. Il numero tra l’altro è in costante calo (meno 35% dall’anno di introduzione della legge), mentre purtroppo aumentano le interruzioni di gravidanza tra le giovanissime: un’ulteriore riprova che in Italia manca una seria politica di informazione sulla contraccezione. In aumento anche il dato delle donne immigrate. Inoltre, l’Istituto Superiore di Sanità ha confermato il calo nel numero degli aborti clandestini, ridottisi oramai a 20/25 mila l’anno e limitati, prevalentemente, all’Italia insulare e meridionale (guarda caso le zone dove maggiore è l’obiezione di coscienza). Insomma, un bilancio positivo, dove le ombre nascono proprio dalla non applicazione completa della legge. Il Guttmacher Institute di New York, specializzato nello studio delle politiche riproduttive, confrontando i dati di 46 nazioni è arrivato a commentare «è chiaro che l’atteggiamento pragmatico degli europei sulle attività sessuali dei giovani funziona: l’Europa e l’Italia hanno tanto da insegnarci, le giovani americane meritano di meglio».
8月24日 Il caso CarfagnaRiporto una mail che un pò di tempo fa è arrivata ad una mia cara amica all'interno della mailing list del sito ww.women.it che vorrei portare tristemente all'attenzione di tutti: Gentili Colleghe,
non sono "fissata" col moralismo né sono sessuofobica. |
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